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Incontro: "Verso una rete panafricana di organizzazioni di abitanti"

Gli incontri delle associazioni africane di cittadini urbani nelle occasioni di convergenza come l'AMA 2011, il  FSU ed Africités 2012, hanno mostrato il consenso per la costituzione di una rete continentale di abitanti organizzati. L' Alleanza Internazionale degli Abitanti ha proposto di discutere la questione in occasione dell'AMA di Tunisi. Le parti interessate sono chiamate a partecipare e condividere commenti e suggerimenti in vista di questo incontro germinale sulla strada del rafforzamento della cittadinanza in tutto il continente.

Dopo una serie di scambi tra i rappresentanti delle associazioni africane di cittadini urbani a convegni come l'Assemblea Mondiale degli Abitanti (Dakar, febbraio 2011), il Foro Sociale Urbano (Napoli, settembre 2012) e Africités (Dakar, dicembre 2012), c’è un consenso crescente a stabilire una rete continentale di abitanti organizzati che consoliderà i legami tra questi gruppi di attivisti in Africa. L'Alleanza Internazionale degli Abitanti ha proposto che le parti interessate si riuniscano in occasione dell'Assemblea Mondiale degli Abitanti per approfondire le potenzialità di una rete africana, esaminare e discutere quale forma possa assumere e come debba essere gestita e finanziata.

Data la vasta gamma di realtà regionali, nazionali e urbane che affrontano i nostri popoli, è importante avere una discussione ampia che abbracci la varietà in una maniera orizzontale e non ideologica, al fine di identificare caratteristiche comuni, riconoscere le differenze e raggiungere un esito produttivo. Gli impegni che abbiamo preso con varie organizzazioni urbane ci incoraggiano in questo impegno, e pensiamo ci sia una crescente consapevolezza tra le organizzazioni locali che le nostre lotte sono le stesse in tutto il continente anche se le circostanze locali variano. Ovunque le persone che vivono in città stanno combattendo per affermare i loro diritti: il diritto al rispetto e alla dignità, il diritto ad avere un alloggio e alla sicurezza abitativa. Gli abitanti urbani dovrebbero essere gli agenti dell'esperienza urbana, non semplicemente i destinatari passivi di "erogazione di servizi" o di "buona amministrazione" o, anche peggio, coloro che vivono nella paura e nell’insicurezza nell'attesa di essere obbligati dalle ruspe ad uscire dalle loro case perché qualche capitalista o cricca elitaria vuole la terra per ricavare profitto dalla gentrificazione, dalla distruzione delle baraccopoli, da qualche mega-progetto o per rendere la città di "classe mondiale",  tutte cose che di solito implicano ulteriore sofferenza e impoverimento di coloro che sono già emarginati e poveri.

Quando i governi nazionali sono strumenti dei ricchi a cui non importano affatto i diritti dei cittadini, in particolare i diritti di coloro che intralciano la strada al profitto, quelli che essi sfruttano hanno poche alternative dinanzi agli sfratti. A volte il ricorso al sistema giudiziario nazionale può avere successo, sebbene persino i giudizi favorevoli possono essere ignorati: a volte l'azione diretta riesce a ritardare la distruzione o ottiene un accordo di ricollocazione ‘ migliore’. Ci sono diverse strategie che possono essere perseguite a seconda delle circostanze, ma sta diventando sempre più chiaro che la solidarietà internazionale dovrebbe essere uno strumento rilevante di resistenza. Solidarietà che non sia soltanto petizioni e messaggi di sostegno, sebbene questi sono importanti per sostenere il morale, ma che includa  l’azione diretta a livello internazionale facendo pressione sugli imprenditori e i loro finanziatori, identificando i loro punti deboli e minando la loro ricerca del profitto. Ma questo tipo di azione ha bisogno di una rete che sia dinamica e animata, che possa rivelare i legami tra, per esempio, gli imprenditori a Port Harcourt in Nigeria e  i burocrati locali e i capitalisti a Durban, in Sudafrica, che tentano di espellere decine di migliaia di residenti per costruire una "città mondiale"[1] , e mobilitare gli attivisti perché contrastino queste coalizioni[2] .

Mentre solo una parte delle organizzazioni importanti sarà fisicamente presente a Tunisi, intendiamo coinvolgere il maggior numero possibile di gruppi sia nelle discussioni prima di Tunisi sia durante l'incontro stesso (attraverso il web). L'incontro rappresenta un'opportunità reale di scambi, riflessioni e discussioni per promuovere la creazione di una rete continentale di organizzazioni di abitanti delle diverse regioni dell'Africa.

Perciò chiediamo commenti e suggerimenti, in vista di questo incontro iniziale, che contribuiscano costruttivamente all’analisi ed al dibattito per  conseguire sviluppi concreti sulla strada del rafforzamento della cittadinanza in tutto il continente.

Contatti:

Mike Davies, coordinatore ad interim, Alleanza Internazionale degli Abitanti Africa Meridionale <iai.southernafrica@habitants.org>

Jules Dumas, coordinatore ad interim, Alleanza Internazionale degli Abitanti Africa Centrale <jnguebou@yahoo.fr>

[1] Forum diInvestimento su Greater Port Harcourt tenuto a Durban in Sudafrica, 9 settembre2010

[2] Un altro esempioè la pressione sula Banca Mondiale contro gli sfratti a Phnom Penh, Cambogianel 2010  o la rete di attivisti in Zimbabwe e di sindacalisti in Sudafrica chebloccarono un carico di armi dalla Cina per il regime di Mugabe


Перевод этого текста  выполнен  добровольцами из группы за жилищные права без границ МСЖ:

Sabrina Bruna, Cherubina Lepore

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